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Cos’è ISIS-K, il califfato dell’Iraq e del Levante che ha rivendicato l’attacco a Mosca

L’ISIS-K, branca afghana dell’ISIS, ha rivendicato l’attentato a Mosca, evidenziando la sua crescente minaccia oltre i confini dell’Afghanistan.

L’ISIS-K, o Stato Islamico – Provincia di Khorasan, è una delle branche regionali più letali e attive dello Stato Islamico (ISIS), con una presenza predominante in Afghanistan. Fondato nel 2014-2015, il gruppo ha esteso le sue operazioni includendo militanti provenienti da diverse organizzazioni terroristiche, tra cui ex membri dei talebani e di Al Qaeda. Il suo obiettivo dichiarato è quello di stabilire un califfato che comprenda non solo l’Afghanistan ma anche parti dell’Iran, del Pakistan e di alcune ex repubbliche sovietiche come Turkmenistan, Tagikistan e Uzbekistan.

La leadership di ISIS-K è stata assunta da Sanaullah Ghafari, alias Shahab al-Muhajir, nel giugno 2020. Sotto la sua guida, il gruppo ha intensificato gli attacchi contro forze statunitensi, alleati, civili e anche contro altri gruppi estremisti islamici, inclusi i talebani. Questa rivalità con i talebani è stata particolarmente evidente dopo che questi ultimi hanno preso il controllo dell’Afghanistan nel 2021, con ISIS-K che ha cercato di sfruttare il vuoto di potere per espandere la propria influenza.

Recentemente, l’ISIS-K ha rivendicato la responsabilità di un devastante attacco a Mosca, in cui uomini armati e in mimetica hanno assaltato il teatro Crocus City Hall durante un concerto, causando oltre 60 morti e 140 feriti. Questo attacco non solo dimostra la capacità dell’ISIS-K di colpire al di fuori dei suoi confini tradizionali ma sottolinea anche la sua intenzione di minacciare direttamente la Russia, che ha una lunga storia di conflitti con gruppi islamisti nel Caucaso settentrionale.

L’ISIS-K utilizza una vasta gamma di canali mediatici per diffondere la propria propaganda, tra cui Telegram, X (precedentemente Twitter) e Rocket.Chat. La Fondazione al-Azaim, che pubblica quasi tutta la propaganda di ISIS-K, è diventata il principale veicolo di comunicazione del gruppo, soprattutto dopo la presa di potere dei talebani a Kabul.

Nonostante le operazioni anti-ISIS-K condotte dai talebani e dalle forze di sicurezza internazionali, il gruppo ha dimostrato una notevole resilienza e capacità di adattamento. La sua ideologia estremista, le tattiche aggressive e i legami con altri gruppi terroristici lo rendono una minaccia significativa non solo per l’Afghanistan ma per la sicurezza globale.

L’ISIS-K rappresenta una sfida continua per la comunità internazionale. La sua capacità di condurre attacchi di alto profilo, come quello a Mosca, e di sfruttare le instabilità regionali per espandere la propria influenza, richiede una risposta coordinata e multilaterale per contrastare efficacemente questa minaccia in evoluzione.

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