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Sanremo, Gino Paoli contro il festival: “Non lo guardo, troppe canzoni di m…”

Gino Paoli critica aspramente il Festival di Sanremo, definendolo “squallido”, sollevando importanti questioni sulla direzione della musica italiana.

Il Festival di Sanremo, da sempre icona della musica italiana, è stato oggetto di dure critiche da parte del celebre cantautore Gino Paoli. Paoli ha espresso il suo disappunto definendo il festival “squallido” e manifestando un evidente disinteresse verso lo spettacolo musicale che Sanremo offre. Secondo il cantautore, le case discografiche, in passato, inviavano le loro migliori canzoni al Festival, garantendo così la presenza di brani di alta qualità. Tuttavia, Paoli sostiene che il cambiamento di rotta del Festival ha portato a un prevalere di un approccio commerciale, il quale ha, a suo dire, snaturato la vera essenza della musica italiana, trasformando Sanremo in uno spettacolo superficiale.

“No, non guardo Sanremo. Una volta le case discografiche mandavano la canzone migliore che avevano, arrivavano le migliori canzoni. Era il Festival della canzone, non era neanche importante chi la cantasse. Poi le case discografiche si sono accorte del potere rituale che Sanremo ha per l’Italia e adesso fanno il prodotto finito e lo mandano a Sanremo. Da lì la televisione si accorge che lo spettacolo di Sanremo funziona, arriva non solo in Italia ma anche fuori, e allora si appropria di Sanremo e lo fa diventare lo squallido spettacolo che è adesso. Nani e ballerine, c’è un po’ di tutto. Lì contano gli scandali per far parlare”.

In passato, il Festival di Sanremo rappresentava una vetrina per brani autentici e significativi, ma, secondo Paoli, questo non è più il caso. Il cantautore ha sottolineato che le produzioni preconfezionate hanno preso il sopravvento sulla vera qualità artistica, dando così spazio a canzoni di scarsa qualità anziché a opere musicali genuine e significative. Paoli ha inoltre criticato l’approccio delle case discografiche, che sembrano aver abbandonato la presentazione di opere musicali autentiche a favore di prodotti finiti.

Le parole di Gino Paoli hanno sollevato importanti questioni sullo stato attuale della musica italiana e sulla direzione che manifestazioni come Sanremo stanno prendendo. Egli ha sottolineato l’importanza di preservare l’integrità e la sostanza della musica italiana, invitando a un ritorno alle radici del Festival e a un approccio meno commerciale e più autentico alla musica.

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