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No, NESSUN supermercato aggiunge farina di insetti nei prodotti alimentari

Scopri la verità dietro la fake news sui supermercati che userebbero farine di insetti nei prodotti: una bufala smentita dalle leggi sull’etichettatura. Leggi come si difendono realtà come Coop e Lidl.

Una fake news riguardante la presunta inclusione di farina di riso, o più specificamente, farina di grilli e larve, nei prodotti alimentari venduti da catene di supermercati come Coop, Lidl, Eurospin, Conad e altri, è stata ampiamente smentita da analisi accurate e basate su fatti. Questa teoria del complotto, che circola periodicamente e sembra essere stata diffusa con lo scopo di screditare le aziende occidentali, afferma che questi supermercati, insieme a marchi come Barilla, avrebbero concordato di inserire segretamente ingredienti come farina di grilli e larve nei loro prodotti, senza dichiararli sull’etichetta.

Tuttavia, le leggi europee e italiane sull’etichettatura alimentare sono molto chiare e stringenti. Il regolamento dell’Unione Europea 1169 del 2011 e il decreto legislativo italiano numero 109 del 1992 stabiliscono requisiti rigorosi riguardo alle informazioni che devono essere fornite sui prodotti alimentari, inclusa la lista completa degli ingredienti. Queste normative impongono la trasparenza e l’onestà, vietando pratiche che possano ingannare i consumatori riguardo alla natura reale dei prodotti alimentari.

No nessuna azienda o catena di supermercati ha iniziato a utilizzare farina di insetti senza dichiararla. Anzi, entità come Barilla hanno esplicitamente negato ogni interesse o intenzione di espandere il loro business verso l’utilizzo di tali ingredienti non convenzionali. Analogamente, catene di supermercati come Lidl, Eurospin, Coop, e Conad non hanno annunciato l’introduzione di alimenti contenenti farina di insetti tra i loro prodotti in vendita.

Le affermazioni sulla vendita segreta di prodotti contenenti farina di insetti da parte di queste aziende sono quindi infondate e smentite non solo dalle politiche aziendali dichiarate ma anche dalla legislazione vigente che governa l’etichettatura alimentare in Europa e in Italia. Si tratta di una classica disinformazione che mira a creare allarme e diffidenza tra i consumatori, senza alcun fondamento nella realtà operativa e nelle pratiche commerciali delle aziende coinvolte.

In conclusione, è importante approcciarsi a notizie di questo tipo con uno spirito critico e ricercare sempre conferme da fonti affidabili prima di diffondere informazioni che potrebbero risultare essere false e fuorvianti. La legge garantisce che gli ingredienti siano chiaramente elencati sulle etichette dei prodotti alimentari, permettendo così ai consumatori di fare scelte informate.

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